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Vendo la mia ragazza ad un vecchio porco (2)


di knoor
18.12.2025    |    8.294    |    8 9.6
"” Le diceva accarezzandole i fianchi ed intanto spingeva ancora un bel palmo di cazzo tra le natiche tremanti di lei..."
Il giorno dopo. Domenica. Dafne cammina per la casa in mutandine e maglietta. Sento l’aroma del caffè diffondersi dalla cucina ed arrivare fino a me che sto sotto le lenzuola a riguardare con la mente i miei ricordi della sera prima. Lei entra sorridente per portarmi il caffè, mi bacia e si mette a letto al mio fianco. Guardo il suo culo inarcarsi con la solita perfezione, la riga profonda e scura, nella quale affondano le mutandine con quella piega che adoro. Guardo quel deserto di morbide dune come se non l’avessi mai visto prima di allora.
“Lo so cosa pensi” mi dice sorridendo: “mi ha fatto un po’ male ieri, ma a volte mi piaceva soprattutto quando mi inculava stando in piedi… quell’angolazione era eccitante e sopportabile”.
Si morde le labbra trasportata dal ricordo.
Sorride.
Il culo della mia ragazza era stato venduto al vecchio, lui se l’era montata a dovere, io ho assistito e visto ogni cosa.
Prima di proseguire il racconto è bene che voi sappiate che sia il vecchio e noi siamo persone reali del sito e che Dafne è davvero bellissima e queste cose sono accadute realmente, anche se a me paiono un sogno.
Era strano vedere la naturalezza con la quale quella mattina muoveva i suoi passi in casa, scalza e leggera come un angelo, ripensando alla brutalità della scena del giorno prima tra le braccia del porco: montata ed usata come una prostituta.
Guardandola attraversare il corridoio così leggera penso a quando lui mi aveva indicato il suo buco del culo aperto e morbido, la carne come un bocciolo di rosa, dal quale lui usciva ed entrava con la grossa cappella in fiamme. Lei sopportava la punizione, obbediente ed arrendevole, perché per lei era una punizione, un peccato, un sacrificio in cambio di danaro, ma in realtà in cambio del mio folle desiderio di guardare.
“Guarda come ha imparato a prenderlo” disse il vecchio, estraendo trionfante la grossa cappella dal culo di Dafne. La carne rimaneva dilatata, sembrava tremasse, e poco prima che si richiudesse lui lo spingeva nuovamente tra le sode natiche e lei mugolava come una gatta per il dolore, quasi implorasse pietà. Il vecchio intanto godeva stringendole i fianchi con le mani ancorate alla ossa del bacino ed un sorriso voluttuoso e beffardo. Sudava molto.
Questo il punto d’arrivo, ma come ci siamo arrivati è il racconto che sto per farvi.
Nel primo incontro Dafne si era davvero divertita, lui l’aveva umiliata e fatta godere come piace a lei in più, per estrema umiliazione ci aveva pagati o comprati come degli schiavi.
Dafne si era sbilanciata aprendo la possibilità ad un secondo incontro e promettendo che si sarebbe fatta “montare in culo”. Lo dico come lo direbbe il vecchio che ama il turpiloquio; lei che è sempre educata aveva detto “potremmo pensare al rapporto anale anche se con me ci vuole un po’ di pazienza, non è una cosa che mi viene naturale”.
Come avevo fatto la volta precedente non per avidità, ma per aumentare l’umiliazione che mi eccitava, avevo alzato il prezzo per il culo di Dafne.
Era anche una mossa per indurre Dafne a non tirarsi indietro, l’idea che il vecchio la potesse inculare mi faceva impazzire ed anche lei presto cominciò ad eccitarsi per questa idea.
Non so cosa abbia quel tipo per piacerle così, certo è gentile, ma è anche orribile. Però devo dire ha un autorità tutta sua mista ad una naturale gentilezza ed allegria.
Dovete sapere che Dafne è una ragazza meravigliosa e sensuale il suo corpo è una vibrazione di sensazioni e la sua fantasia è sfrenata. Ha una figa grossa e calda come un cuore che le pulsa tra le cosce e gode davvero in modo naturale e semplice.
Insomma è una meravigliosa femmina da letto, però, questo è importante: tanto gode con la sua instancabile fighetta tanto il culo non è la sua passione. Si: si fa sodomizzare ogni tanto, ma più per farmi felice che per se stessa, prima di incularla devo ungerla molto e usare dei dilatatori, tutte cose eccitanti, ma quando poi le sbatto dentro l’uccello lei, si vede, è un po’ recalcitrante.
Per questo dico che farsi montare in culo dal vecchio era per lei una punizione e penso che questo aspetto di essere obbligata da un accordo sigillato dal danaro ed allo stesso tempo essere punita, usata ed umiliata era una cosa che mentalmente la eccitava.
Avvicinandosi quindi la data del nostro appuntamento Dafne si faceva inculare più spesso, per essere più preparata, diceva lei, io volentieri la allenavo, ma ammetto,non smettevo di immaginare la scena di quando l’avrebbe fatto lui.
Arrivò finalmente il giorno stabilito: lei indossò un vestito corto di pelle e delle calze a rete nere. La volta precedente su richiesta del vecchio avevamo usato della biancheria chiara color crema.
Questa volta la scelta del nero aveva un suo significato “sono pronta per essere punita ed inculata dal vecchio porco”.
Non smettevo di guardarla, ero pazzo di libidine.
Questa volta saltammo i convenevoli e salimmo subito in camera. Il vecchio salendo le scale le cingeva i fianchi con un braccio, Dafne rideva allegra e pronta. Guardavo da dietro la scena di loro due, lei così bella sinuosa come un violino lui così bramoso ed avido.
Dafne aveva raccolto i capelli dietro la nuca, sapeva che avrebbe dovuto inginocchiarsi e succhiare, la piccola era molto eccitata da questo.
Quando fummo nella stanza cominciò subito a bere alcolici, si tolse il vestito rimanendo solo con le calze, le mutandine ed un mini completo di pelle.
La bendai e la legai, poi consegnai nelle mani del vecchio il piccolo guinzaglio al quale l’avevo legata. Oramai era il nostro rituale, la ragazza passa da una mano all’altra da me a lui.
Il vecchio mi aveva consegnato il danaro, era nudo, vidi il suo pisello semirigido gonfiarsi mentre Dafne strisciava ai suoi piedi come una cagna. Poco dopo vidi il suo ghigno di trionfo mentre avvicinava le labbra di Dafne alla cappella infuocata del suo grosso pisello, per poi spingerle con rabbia il bastone in gola fino quasi a soffocarla. Dafne era oramai la sua puttana. L’uomo non aveva ritegno, le teneva una mano affondata tra i capelli: “lavora troia lucidalo bene”. Ghignava ieratico.
La fighetta di Dafne fu subito gonfia ed eccitata. Il vecchio maiale si divertiva: sta già gocciolando come un lavandino la tua puttanella hai visto?
Ora la montiamo un po’.
Pure essendo un uomo delicato sapeva come eccitare la mia ragazza la quale obbediva ai suoi ordini con una passività che, lo ammetto, mi eccita moltissimo ora che scrivo questo ricordo.
“Hai detto che devi prepararla” disse ad un certo punto: “fai vedere come fai sono curioso”.
Si! Era quella la mia funzione in quell’incontro: preparare il culo della mia ragazza ad accogliere il pisello del vecchio.
La distesi sul letto, era legata e bendata, sollevai leggermente i fianchi e ci calai sopra un abbandonate dose di lubrificante, poi con le dita cominciai ad aprirla, nel frattempo il vecchio, che non credeva ai suoi occhi si inginocchiò davanti al volto di Dafne che presto si ritrovò ancora a succhiare il pisello duro del suo amante. Io intanto le ammorbidivo il buco del culo con un plug ed il lubrificante.
Presto il vecchio non potè più resistere alla visione di Dafne che veniva preparata per ricevere il suo bastone avido e duro, così mi disse di lasciare fare a lui e si mise in piedi dietro Dafne.
Lei stava aspettando inginocchiata sul letto, bendata e legata.
È incredibile come si trasforma la mia ragazza: in quel momento era bagnata come una gatta in calore e anche io ero fortemente eccitato nel vedere quella scena.
Così la tortura cominciò.
Il vecchio appoggiò il glande duro e grosso nella profonda e misteriosa fossa, tra le natiche di Dafne.
Lei senti avvicinarsi la carne al buchetto e poi la pressione aumentò, le dita del uomo come un artiglio si strinsero sui suoi fianchi per impedirle di scappare e la grossa cappella rotonda come un albicocca le scivolò nel culo.
Dafne sussultava, implorava “piano, piano fai piano”.
Come ho già detto a lei non piace molto il
Rapporto anale, ma le piace in senso mentale per essere dominata. Questo è l’aspetto che la eccita, non si tratta però di un piacere fisico.
Cinicamente io mi eccitavo nel vederla soffrire un po’ con quel grosso pistone che apriva il culo.
Il vecchio sapeva il fatto suo anche lui si divertiva a sodomizzarla senza troppa delicatezza. “Buona buona….” Le diceva accarezzandole i fianchi ed intanto spingeva ancora un bel palmo di cazzo tra le natiche tremanti di lei.
Era una punizione. Una tortura.
Il vecchio prese a montare la puttanella con un certo ritmo dopo averla ammorbidita, lei è una vittima perfetta, passiva ed umiliata nel suo piacere con un grosso pisello piantato in culo.
Il vecchio una volta conquistata la posizione, si divertita, mi fece avvicinare per farmi vedere come aveva aperto la carne di Dafne, tolse il pisello dal culo io vidi il buco dilatato del mio amore lui mi guardò con un sorriso strizzandomi l’occhio e presto ficcò di nuovo la cappella nello sfintere ancora aperto di lei. Che mostro!
Ad un certo punto dopo averla vigorosamente inculata per un po’ l’uomo intuì che il piacere di Dafne andava cercato altrove.
Così all’improvviso si allontanò da lei e disse: “vado a lavarmi, poi torno”.
Rimanemmo soli noi due, approfittai per chiederle: “Ti ha fatto male amore?” “Un po’” ripose Dafne, che nel frattempo avevo liberato dalle bende e dai lacci.
Poi mi disse una cosa che mi fece impazzire:
“Ha la cappella così grossa è più grossa della tua…”
Non resistetti e volli farle una foto.
“Fammi vedere come ti ha aperto il culo”.
Dafne si alzò e si chinò in avanti allargando le natiche con le mani ed io fotografai il suo sfintere allargato dal pisello del vecchio.
Lui tornò nella stanza avena il cazzo barzotto non più rigido e duro, molto tranquillamente disse:
“Stenditi sul letto e fammelo diventare duro con la bocca”
Lei obbedì come una schiava.
Come le piaceva succhiare.
Il vecchio fu presto nuovamente pronto all’assalto, ma questa volta la distese sotto di sé con le gambe bene aperte e le sbatte il pisello nella figa eccitata. Dafne aveva bevuto ancora in sua assenza. Quando senti il pisello tra le cosce impazzì di piacere fisico, dopo essersi fatta dilatare il culo il piacere fu ancora più grande, mi rivelò più tardi e lui la scopava con sovrana tranquillità.
La gattina fu presto calda ed eccitata il vecchio lo aveva intuito: “Ora lo prendi ancora un po’ nel culo puttanella…” le disse senza lasciare margine alla sua scelta.
A Dafne piace molto essere schiava, non avere nessun potere di resistenza rispetto ai desideri del suo amante, però questa volta mi sorprese con una richiesta da vera troia.
“Possiamo provare stando in piedi”.
“Certo disse lui soddisfatto…”
Ora concentratevi sulle immagini.
Dafne, la mia ragazza, si alza dal letto è quasi completamente nuda mentre mi guarda beve ancora a canna dalla bottiglia di Bacardi, si lecca le labbra è una dea irraggiungibile il suo profilo nell’ombra sembra una fiamma.
Il vecchio le allunga una mano sul collo facendola chinare sul tavolo… lei allarga leggermente le gambe e lui le appoggia ancora la grossa cappella al culo ancora morbido e pronto.
Il vecchio spinge l’uccello nella carne senza fatica, scorrendo presto dentro fino al coglioni. Alla troia questa posizione piace molto di più, mi sorride e dice che questa è l’inclinazione giusta.
Intanto lui aumenta il ritmo e la incula con violenza … io impazzisco, si sentono i rumori della carne, i testicoli di lui sbattere sulle natiche di lei.
Dafne si lascia montare il culo come una troia, non so se stesse godendo fisicamente, ma oramai il suo corpo era in balia del vecchio.
L’uomo sudava e le gocce di sudore cadevano dalla sua fronte e dal suo naso sulla mia piccola amorosa bambina che mugolava e godeva mordendosi le labbra.
A questo punto il vecchio tira fuori il pisello dal culo di Dafne, il cazzo gli balza sul ventre come un giocattolo di carne.
Ha negli occhi un’espressione trionfale mentre va a lavarsi lasciando Dafne china sul tavolo, le gambe leggermente divaricate ed il culo completamente aperto. Dafne non mi dice nulla e beve un altra sorsata di Rum… io la accarezzo a questo punto lei mi confessa di essere ormai avida di sborra e vogliosa.
Quando torna nella stanza il vecchio senza troppi complimenti le ordina di lucidare bene la cappella… ancora glielo ficca in bocca quasi a soffocarla. “Dai troia che ora finiamo” dice. Come per consolarla, come per dirle che la punizione è finita.
Ignorando del tutto la mia presenza l’uomo si stende sopra di lei e comincia a scoparla lentamente nella figa. Dafne ancora una volta si lascia andare alle onde del sesso dopo averlo preso in culo gode di più: vedo le sue mani aggrapparsi ai fianchi del vecchio, sono gentili amorose, sono carezze di gratitudine? Non saprei…
Oramai l’uomo immerso delle grazie della mia ragazza non resiste più fino al punto che bestemmiando le toglie il cazzo dalla figa e vine copiosamente sul ventre di Dafne che lo guarda in estasi.
La sborra bianca e viscida schizza in filamenti e gocce sulla mia ragazza calda ed eccitata… io guardo tutto, riprendo tutto per i miei ricordi d’amore.

Non è finita; perché quando penso a questa vicenda c’è una cosa che mi eccita in modo assurdo.
Siamo orami ai saluti finali, ai convenevoli diciamo, tutti e tre vestiti e sereni nel parcheggio dell’albergo è una tiepida sera d’autunno. Dafne chiede al vecchio se vuole fumare una sigaretta con lei, lui non fuma di solito, ma accetta, si vede che non sa fumare, ma non resiste alla richiesta di Dafne. Lei però, credo per la combinazione dell’alcol e della sigaretta comincia ad avere dei problemi di equilibrio quasi cade il vecchio la sostiene, sorride, le dice che non deve fumare dopo avere bevuto.
Io però penso alla situazione vista dall’esterno: il mio amore: Dafne sodomizzata tutta la sera e venduta come una schiava. Il culo dilatato dalla grossa cappella del vecchio… ubriaca per sostenere il passaggio violento del grosso cazzo del suo aguzzino piantato in culo fino ai coglioni e lei eccitata e perduta che non si regge in piedi!

Questa scena mi eccita alla follia!

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